

Mentre sui campi continuano a disputarsi le partite del girone di andata di regular season di questo campionato, Club, Presidenti e anche giocatori stessi stanno giocando, contemporaneamente, anche un’altra partita. Un match altrettanto importante perché riguarda il futuro di tutti, il futuro della stessa pallavolo.
Ormai l’eco della campagna #NoClubsNoVolley, lanciato dal Presidente della Sir Susa Scai Perugia, Gino Sirci, sta facendo il giro del pianeta, raccogliendo sostegno, adesioni e consensi. Sulla possibile riforma dei calendari 2028-2032, prospettata dalla FIVB, anche i giocatori stanno prendendo posizione, esprimendo le criticità che li riguardano in prima persona. Al termine del match di ieri sera tra Perugia e Cisterna, due big, che sono stati due colonne delle rispettive nazionali come il centrale bianconero Sebastian Solè e lo schiacciatore Filippo Lanza, hanno espresso il loro parere. Solè, che ha vestito la maglia della nazionale argentina per quindici anni, affiancando l’impegno in maglia albiceleste quello nel Club, ha una preoccupazione molto chiara: «Penso che bisognerebbe dividere gli impegni perché l’atleta ha bisogno di prepararsi, ma ha bisogno anche di recupero e un calendario così sarebbe impegnativo, ma soprattutto rischioso per la salute dei giocatori. Credo che la Federazione Internazionale dovrebbe ascoltare gli atleti che si stanno manifestando e anche le Società, perché se gli atleti stanno prendendo posizione e stanno parlando, vuol dire che un problema reale c’è; se i Presidenti e le società manifestano il loro disaccordo sulla possibile riforma, potrebbe essere il momento di ascoltarli soprattutto e pensare ad una soluzione e non pensare al beneficio proprio, ma studiare una soluzione insieme».
Dello stesso parere anche l’ex schiacciatore bianconero Filippo Lanza, che è stato anche lui un’autentica colonna della Nazionale Italiana, con cui ha collezionato oltre 160 presenze, sempre in parallelo al lavoro nel club: «Sicuramente come tutte le riforme c’è da conoscere bene qual è l’intento dell’FIVB rispetto ai club. Quello che a me sorprende molto è che non ci sia stato un rapporto diretto con i club, con le Leghe e con le Federazioni riguardo a questa riforma. Il progetto che loro hanno messo sul campo è impegnativo per tutti, non solo per i Club, ma anche per i giocatori e per tutti quelli che si dovranno adattare, gli addetti ai lavori, chi collabora con la società, con le Federazioni… è un impegno grande e credo che ci sia bisogno di ascoltare, ascoltare la voce di chi tutto l’anno cerca di portare avanti delle realtà in città e manifestare il proprio desiderio di competere e di avere una pallavolo competitiva e questo non è semplicemente un augurio, ma penso che sia un diritto da parte di tutti noi, tra i giocatori, tra i Club questa cosa va portata all’attenzione di tutti e non solo decisa dall’alto».
I due giocatori, entrambi di lunghissima esperienza sia nei club che nelle rispettive nazionali, esprimono forte preoccupazione per il futuro dell’intero movimento pallavolistico, ma sono d’accordo su un punto fondamentale: gli atleti possono fare qualcosa e possono far sentire la propria voce! «Certo! – sottolinea Solè – Io penso che innanzitutto è necessario che ci ascoltino, perché parte tutto da lì e penso che si possano chiarire le cose e trovare una soluzione perché alla fine spesso e volentieri la nostra salute viene anche messa in gioco e poi penso che se tutti quanti spingiamo, in senso buono, nel cercare una soluzione che sia corretta, la voce nostra dovrebbe far rumore perché siamo noi che offriamo lo spettacolo. Insieme a quello ci sono le società, che a noi danno lavoro e che ovviamente investono per far crescere un club e una città, ed è bello che vedere che anche le città danno il loro supporto. Se i Club stanno manifestando che non sono d’accordo, bisogna ascoltare per risolverlo!».
Filippo Lanza aggiunge una descrizione molto puntuale di quella che è la “filiera” della pallavolo: un insieme di persone e di figure professionali che, tutte unite, costituiscono una catena “perfetta”, che garantisce il funzionamento dello spettacolo che il volley sa offrire:
«Noi giocatori siamo un anello di una catena molto lunga che crea tutto lo spettacolo che riusciamo a vivere durante l’anno e durante l’estate, quindi se questo piccolo pezzo di catena si rompe, tutto il sistema poi non regge e se ne perde tutti! Non si può semplicemente sostituire quell’anello con un altro giocatore o con un’altra realtà; l’importanza che abbiamo tutti noi in questo mondo va ascoltata, perciò i giocatori in primis, ma anche con l’aiuto e il sostegno di Leghe e Federazioni, queste sono altrettanto importanti come enti per controbattere questo calendario che non è semplice e non è accettabile in questo modo».
Al palazzetto di Perugia festa del volley con le Famiglie Numerose
40 famiglie e 150 tifosi speciali hanno assistito al match di ieri sera al palazzetto di Perugia con Cisterna di Latina!
«L’Associazione Nazionale Famiglie Numerose Umbria è una risorsa per la nostra regione. Averli ospitati al PalaBarton nella partita di ieri sera contro Cisterna è stato per me un privilegio. Siete persone speciali e presto toneremo ad ospitarvi».
Queste le parole pronunciate a fine partita, il Presidente della Sir Susa Scai Perugia Gino Sirci, ha accolto ieri sera la proposta di Michele Cesaro, membro del direttivo dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose Umbria, di invitare le famiglie all’incontro casalingo della Sir contro Cisterna. A tifare per i beniamini della pallavolo sono accorse ben 40 famiglie, per un totale di 150 persone che, a fine match, hanno avuto il piacere di entrare sul tarafllex tricolore per una foto che rimarrà indelebile!
«È stata un’esperienza davvero indimenticabile — hanno dichiarato Vincenzo e Sarah Aquino, coordinatori regionali dell’ANFN Umbria — ricca di emozioni e momenti speciali. Per molte delle nostre famiglie è stata un’occasione unica e, per alcune, la prima opportunità di trascorrere una serata così speciale insieme ai propri figli, condividendo la passione per lo sport, vivendo da vicino l’entusiasmo della competizione e portando a casa ricordi ed emozioni che resteranno nel cuore. Siamo profondamente grati alla Società Sir Susa Scai Perugia e al suo Presidente Gino Sirci per il graditissimo invito e per averci permesso di vivere questa bellissima esperienza. Ci auguriamo che questo incontro possa rappresentare l’inizio di una collaborazione concreta e proficua, capace di creare nuove opportunità e iniziative a sostegno delle famiglie, valorizzando lo sport come strumento di aggregazione, condivisione e crescita».
In un momento storico segnato da un drammatico inverno demografico, le famiglie numerose (con tre o più figli) rappresentano una risorsa fondamentale e imprescindibile per l’intera società, a partire proprio dal mondo dello sport. Senza nuove generazioni, infatti, vengono meno i futuri campioni della pallavolo.