

Arriva da Perugia la ferma presa di posizione contro la paventata riforma dei calendari 2028-2032 della FIVB
una proposta che, se dovesse andare in porto, interromperebbe – di fatto – i calendari dei club, la cui stagione inizierebbe in anticipo rispetto alla consueta ripresa di metà ottobre e andrebbe a stopparsi tra dicembre e gennaio.
È il Presidente della Sir Susa Scai Perugia, Gino Sirci a prendere una posizione forte: nel corso di una conferenza stampa indetta dal club, il patron bianconero, insieme ad una rappresentanza dei giocatori e a coach Angelo Lorenzetti, ha spiegato i motivi della ferma contrarietà alla riforma, lanciando l’hastag #NoClubsNoVolley.
Il Presidente ha cominciato mostrando agli organi di stampa presenti e a tutti coloro che hanno seguito in gran numero la conferenza in diretta streaming, la bozza di proposta della FIVB: «Questo è il nuovo programma per il 2028-2032, la bozza di proposta per consultazione. Noi l’abbiamo vista e consultata, ma non siamo assolutamente d’accordo con quello che viene espresso in questo calendario. C’è un aspetto, in questo calendario, che rappresenta un qualcosa di estremamente pericoloso, perché può determinare addirittura la riduzione della popolarità della pallavolo a livello mondiale perché i club sarebbero penalizzati fortemente dall’attività delle nazionali. L’interruzione dei campionati a metà stagione per inserire le attività delle nazionali, intorno a dicembre-gennaio»
Le ripercussioni sui Club, e a cascata sull’intero movimento pallavolistico, sarebbero devastanti: meno pubblico, meno spettatori, con l’importanza dei club che verrebbe sminuita e declassata. Non solo. Ci sarebbe un serio rischio di incorrere in infortuni, con i giocatori chiamati costantemente a dividersi tra Nazionali e Club, tra impegni ravvicinati, poco tempo per prepararsi e recuperare e a livello fisico.
Il prestigio sarebbe molto ridotto per i club che – ha sottolineato il Presidente Sirci – «sono quelli che trovano i giocatori, li iniziano alla professione e li portano al professionismo».
Le ripercussioni sull’eventuale entrata in vigore della riforma sono state esaminate anche dal punto di vista dei giocatori; il capitano dei Block Devils e della Nazionale italiana di Pallavolo, Simone Giannelli, ha sottolineato innanzitutto come la loro priorità sia esclusivamente una: «noi giocatori vogliamo giocare bene per i club e per le nostre nazionali».
Il capitano bianconero ha spiegato nel dettaglio la posizione dei giocatori, in un momento in cui i calendari, con il Mondiale ogni due anni, la Vnl ogni anno e gli altri impegni europei, sono già più compressi rispetto a prima: «I Club, che sono quelli che garantiscono a tutti noi giocatori e a tutti gli addetti ai lavori che ci gravitano intorno, non possono rimetterci per delle scelte non appropriate della FIVB, quindi penso che se siamo qui è per migliorare il movimento pallavolo, non per puntare il dito contro nessuno, ma è per provare a capire come, tutti insieme, possiamo cercare di risolvere al meglio e far contente tutte le parti. Penso che anche noi giocatori, non solo in Italia, ma anche in tutto il mondo, dobbiamo cercare di capire, insieme a tutti gli organi preposti, Club, Nazionali e Federazioni, come cercare di elevare il nostro sport e, insieme, far sì che la pallavolo non abbia un decremento, ma possa sfruttare quei bei numeri che ha e cercare di aumentarli a favore di tutti quanti. È un lavoro di squadra che va fatto per cercare di rendere la pallavolo ancora più bella e appassionante per tutti quanti».
Lo schiacciatore polacco di casa bianconera, Kamil Semeniuk, ha focalizzato l’attenzione anche sulle difficoltà “logistiche” che si creano per i giocatori stranieri che militano nei club italiani: «E’ già molto difficile giocare sia nel Club che in Nazionale, io ricordo bene, per la mia esperienza, che è già molto difficile preparare la forma, sia fisicamente che mentalmente. Con questo calendario sarebbe ancora più difficile di adesso, anche dal punto di vista personale per noi giocatori stranieri che giochiamo nel campionato italiano. In questo momento è già molto complicato, ma il calendario è “in ordine”, c’è un periodo per il club e un periodo per la Nazionale, con in mezzo un giusto periodo di riposo, dopo il quale ripartire per avere ancora “più fame” per voler arrivare fino in fondo a tutte le competizioni».
Dello stesso parere il suo compagno di reparto Oleh Plotnytskyi che, proprio da questa estate, è tornato a giocare con la nazionale ucraina: «Prima di tornare in Nazionale, per due estati consecutive, sono arrivato qua a Perugia dall’inizio della preparazione per prepararmi per la stagione e questo è stato molto importante. Con l’impegno con la Nazionale non c’è molto tempo per recuperare e ripartire, ma con la proposta avanzata dalla FIVB non avremmo tempo assolutamente e anche mentalmente. Introdurre l’impegno con le nazionali a metà stagione, sarebbe difficilissimo da sostenere».
Coach Angelo Lorenzetti, ha espresso un duplice parere, guardando la questione da un doppio punto di vista, da allenatore e da osservatore: «Da allenatore sono discretamente convinto, guardando questo calendario, che per noi tecnici non sarà difficile mettere in campo e gestire un lavoro di squadra perché è ciò che siamo chiamati a fare, ma sarà molto difficile far stare in salute con le persone con cui lavoriamo. Non vorremmo essere quasi obbligati ad entrare nel rischio che si facciano male. La seconda considerazione è da osservatore esterno: ci sono degli interessi completamente opposti, contrastanti e ci vorrebbe un clima democratico. Questa giornata è un grido di urgenza da parte del Presidente».
Da Perugia arriva dunque l’appello ad unirsi allo slogan #NoClubsNoVolley, perché se i Club vengono penalizzati, viene penalizzato il movimento pallavolistico Mondiale.
«La Federazione italiana – ha concluso il Presidente Sirci – è completamente in disaccordo con la proposta FIVB, ma è d’accordo con noi e sono con noi altri 25 prestigiosi club europei: togliere ai club due mesi della loro migliore stagione e del loro miglior tempo durante l’anno, è una cosa che veramente noi non possiamo accettare!»