

È iniziata la terza settimana di lavoro dalla ripresa della preparazione per i cinque Block Devils presenti all’appello dal primo giorno.
Gli allenamenti procedono con regolarità e con un progressivo aumento dei carichi: si spinge in palestra al mattino e nel pomeriggio si lavora sul taraflex, partendo da una prima parte di focus sui fondamentali per poi proseguire in campo con l’apporto di tutto il gruppo della Serie B del club bianconero.
Presente dalla ripresa del 12 agosto il giovane opposto ceco David Kollátor, al suo esordio assoluto in Italia, dopo essere cresciuto come atleta nel corso di sette stagioni a Praga.
Classe 2003, l’attaccante racconta i suoi primi giorni a Perugia, a partire dal suo impatto con il palazzetto, con lo spogliatoio e con lo staff tecnico bianconero: «A essere sincero, pensavo che l’inserimento sarebbe stato più difficile, invece mi sto trovando bene. La maggior parte dei miei compagni parla inglese e questo mi aiuta molto nella comunicazione quotidiana. Fin dai primi giorni mi sono sentito a mio agio con il gruppo e questo ha reso più semplice anche il mio approccio alla nuova realtà».
Insieme ai suoi compagni, David sta lavorando in sala pesi, per rimettere benzina sui muscoli dopo l’estate e implementare i livelli di forza fisica e, nel pomeriggio, si dedica alla palla: «In questa prima fase stiamo lavorando soprattutto sui fondamentali. Abbiamo ricominciato a toccare il pallone dopo una lunga pausa, quindi in questo momento ci concentriamo principalmente sulle cose più semplici e importanti, cercando di ritrovare gradualmente le sensazioni e il ritmo di gioco. È una fase normale della preparazione, nella quale dobbiamo costruire le basi per tutto quello che verrà dopo».
Già in occasione del suo ingaggio, l’opposto ceco aveva espresso il suo entusiasmo nell’approdare, per la prima volta nella sua giovane carriera, nel campionato che lui stesso ha definito “il più bello del mondo”. E già in queste prime settimane, le sue aspettative hanno trovato conferma, sia a livello di ambiente, sia a livello di metodo di lavoro: «Sì, direi che la differenza principale che ho notato è che qui tutto è ancora più professionale e sofisticato. In Italia c’è una grande attenzione a ogni aspetto del lavoro e questa è sicuramente una delle differenze più evidenti rispetto al sistema che conoscevo in Repubblica Ceca. Per me è una nuova esperienza e sono curioso di continuare a scoprire questo modo di lavorare».
Kollátor, che a Perugia vestirà la maglia numero 12, si appresta dunque a vivere una stagione delle “prime volte”, in un top team con la Sir Susa Scai Perugia, che anche quest’anno scenderà in campo a “caccia di finali”, in tutte le competizioni, sia a livello nazionale sia nelle due massime manifestazioni d’Europa e del Mondo: «È ancora difficile dire cosa aspettarsi da questa stagione. In questo momento siamo soltanto cinque giocatori della prima squadra e molti dei nostri compagni sono ancora impegnati con le rispettive Nazionali. Per questo è ancora presto per avere un’idea precisa di come sarà la squadra e di quale potrà essere il nostro livello. Dobbiamo aspettare di essere tutti insieme e poi iniziare a lavorare per capire davvero dove possiamo arrivare».
Il neo-opposto bianconero tornerà a giocare al PalaBarton dopo aver disputato proprio tra le mura del palazzetto di Perugia, con la maglia del VK Lvi Praha, il primo match della fase a gironi di Champions della scorsa stagione. Quella sera di dicembre Kollátor aveva potuto conoscere da vicino un’altra delle caratteristiche che rendono speciale la Sir: il suo pubblico. Un ricordo rimasto particolarmente impresso nel giovane opposto ceco, che oggi si prepara a vivere quell’atmosfera dall’altra parte della rete: «Me lo ricordo molto bene. Quando ho giocato qui da avversario c’era un’atmosfera fantastica e quello è sicuramente il ricordo che mi è rimasto più impresso. C’erano tutti quei tifosi che cantavano sugli spalti, un’atmosfera davvero incredibile. Adesso sono da questa parte e non vedo l’ora di poter vivere tutto questo durante la stagione, di giocare davanti a questo pubblico e sentire il suo calore. Sarà sicuramente una delle cose più belle di questa nuova esperienza!».