

La festa esplosa ieri sera quando è caduto l’ultimo pallone all’Inalpi Arena di Torino, è proseguita del pomeriggio di oggi anche a Perugia! Un bagno di folla, un tripudio di applausi, cori, bandiere e maglie bianche ha accolto il rientro dei Block Devils in città!
La Sir Sicoma Monini Perugia è tornata dalla Final Four di Champions con il secondo trofeo della massima competizione continentale per Club conquistato con merito, carattere, autorità vincendo i due match, Semifinale di sabato e Finale di ieri, entrambi con un netto 3-0. Perugia continua a fare la voce grossa in Italia e nel mondo grazie ad una squadra che continua a superare se stessa, macinando record. Quest’anno il club del Presidente Gino Sirci ha di nuovo imposto il suo dominio nel panorama della pallavolo mondiale, centrando un nuovo poker ad appena due anni da quello della stagione 2023-24.
«È stata una stagione incredibile, ricca di emozioni, abbiamo condiviso tante cose bellissime, ma oltre le medaglie – perché da fuori si vedono quelle e si vedono i trofei, ma invece abbiamo condiviso un percorso “bello”, fatto anche di qualche difficoltà perché anche queste magari da fuori non sempre si vedono, però è stato veramente fantastico. Abbiamo chiuso con una vittoria bellissima».
Con queste parole Massimo Colaci sintetizza un’altra stagione incredibile, non solo perché è stata ricca di successi, ma anche e soprattutto per il gruppo che si è consolidato e ha condiviso, insieme, un percorso di lavoro, impegno, dedizione e condivisione di obiettivi.
Il libero bianconero anche nella Finale di ieri sera ha confermato di essere un grandissimo giocatore, capace di trasmettere fiducia e tranquillità alla squadra anche nei momenti più concitati del match, quel match che è stato l’ultimo della sua carriera sportiva e che gli ha regalato meritatamente anche la nomina di Mvp per il suo eccellente lavoro in seconda linea, una seconda linea particolarmente sollecitata dalla compagine polacca nella Finale di ieri sera: «È stata una partita difficile all’inizio, ma per una partita di Champions League credo che sia normale. Loro sono una squadra che spingono tantissimo al servizio, noi siamo stati bravi, abbiamo tenuto, abbiamo quasi sempre fatto sideout alla prima palla e questo secondo me ha fatto un po’ la differenza.
E poi nel finale di set abbiamo messo in campo quello che ci ha caratterizzato per tutto l’anno, quella tranquillità, quel sapere cosa fare, ognuno nel proprio ruolo e credo che la differenza sia stata lì.
Poi probabilmente loro, quel primo set l’hanno pagato un po’ dopo, ma noi siamo stati bravi perché non gli abbiamo dato la possibilità di rientrare, siamo cresciuti un po’ in battuta, abbiamo sbagliato un po’ meno, abbiamo portato a casa tanti break e credo che la differenza sia stata un po’ questa»
Il concetto del percorso e dell’importanza che questo aspetto ha, anche di più della vittoria, è stato rimarcato anche dal capitano, Simone Giannelli, che ieri sera, sotto il cielo dell’Inalpi Arena, ha alzato al cielo il secondo trofeo di Champions League sia della sua carriera sia della storia della Sir Perugia. Un trofeo che quest’anno vale di nuovo un poker, una Coppa che chiude meravigliosamente una stagione stellare, ma fatta anche di fatica e difficoltà: è questa la forza e il valore aggiunto delle grandi squadre, la capacità di saper trasformare in crescita, anche le battute d’arresto che inevitabilmente ci possono essere nel corso del cammino.
«Si vince tutti insieme e si perde tutti insieme: Io penso che questo sia l’epilogo di un ciclo in cui il gruppo ha lavorato tanto bene nel quotidiano, con delle difficoltà, abbiamo perso e quelle sconfitte ci hanno fatto crescere, le abbiamo sfruttate bene, siamo stati bravi insieme a tutto lo staff tecnico, sempre a lavorare, quindi sono contento di quello che abbiamo raccolto quest’anno».